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Quando Crynet Systems rilasciò la prima Nanosuit quattro anni fa, la descrivemmo come l’”armatura da battaglia perfezionata”. Non era solo un’opinione: in 2 mesi scarsi la Nanotuta divenne la scelta naturale delle forze militari di tutto il mondo. Tutto questo contribuì a creare un piccolo problema alla Crynet Systems, come fare a migliorare la perfezione? Per la prima volta, un’armatura da combattimento non solo fornisce protezione ai soldati, ma li potenzia al tempo stesso: li rende immuni da paura e fatica, fornisce loro dati telemetrici in tempo reale provenienti da migliaia di fonti direttamente al loro cervello. Crynet ha creato qualcosa che va oltre l’uomo e la macchina: qualcosa che condivide le forze di entrambi, ma non le debolezze. Non esiste una macchina più perfetta del cervello umano, ma quando è costretto ad elaborare migliaia di flussi simultanei di informazioni necessita di un po’ di aiuto. Ed è qui che entra in ballo la Semiautonomous Enhanced Combat Ops: Neuro-Integration AI (SECOND) della Nanosuit 2. Alimentato da un infuso di glucosio e sangue parassitario e dalla nostra micropila elettrolitica, questo Biochip opera ad una velocità di 1.5 BIPS.
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